
Molta gente passa di qui.
Si affacciano, a volte con aria di superiorità, a volte timidamente, a volte con circospezione, più spesso con uno sguardo intenerito.
Le loro monete sono diverse, di rame acciaio alluminio rosse dorate argentee - leggere da accarezzare fra pollice e indice, spesse da lasciar rotolare sul dorso della mano.
C'è chi le getta noncurante, chi le accompagna fino all'ultimo millimetro, chi aspetta che la forza di gravità gliele strappi di mano, chi spera che la caduta disegni una splendida curva in aria, e si gode il tonfo e i cerchi sulla superficie dell'acqua. Molti di loro si affacciano solo per curiosità, altri - pochi - per annusare l'umido e il muschio aggrappato alla pietra. I bimbi si fermano per sognare di tesori di streghe e pirati imprigionati dietro la grata. Una donnabambina un giorno si è seduta con le gambe penzoloni sul muretto, e mi ha raccontato i desideri racchiusi in ognuno di quei centimetri di metallo. A volte la gente passa per rovistare grattando sul fondo, e andarsi a comprare un goccio di pessimo gin. C'è chi crede che donare una moneta valga un desiderio e chi invece pesca dal fondo e non restituisce nulla. C'è chi getta il suo oro solo per il piacere di vederlo luccicare, chi lo fa solo per potersi ammirare riflesso. C'è chi non riesce a scorgere il bagliore della pioggia dorata sul fondo, e si ferma alla ruggine della grata: distoglie lo sguardo e volta le spalle, infastidito.
Io rimango qui, giorno dopo giorno. Oggi depredato, domani più ricco.
Ma sempre vedo l'azzurro attraverso la grata, e il mondo riflesso negli occhi che s'affacciano.
per M., e per tutti gli uomini che non ho avuto.
Avrei voluto farti dipingere i miei jeans.
Avrei voluto farti vedere
Me and you and everyone we know e farti capire in 1 ora e mezza che cosa vedo ogni giorno attraverso i miei occhi.
Avrei voluto studiare con te, per fare pausa e bere the e mangiare biscotti e baciarci, fra una pagina e l'altra.
Avrei voluto cucinare per te, una domenica, e mettere la tovaglia buona e abbinare i colori dei piatti, dei fiori, dei cibi.
Avrei voluto ascoltare i Mazzy Star con te, in loop, e inventare una foto da metterci su.
Avrei voluto farti conoscere mio fratello, e ascoltarvi parlare per ore e annullare i 10 anni di differenza in pochi minuti.
Avrei voluto andare alla mostra di Andy Warhol con te , e spiarti emozionato.
Avrei voluto farti leggere tutti i miei files .doc e farti commuovere con parole troppo sincere.
Avrei voluto fotografarti mentre dormivi e appendere quel fotogramma in bianco e nero sul muro arancione sopra il mio letto.
Avrei voluto abbracciarti, stanca, la sera e guardarti giocare, incantato, con le mie farfalle tibetane.
Avrei voluto raccontarti miti come favole ed inventare con te il set che voglio farne.
Avrei voluto andare con te in Islanda.
Avrei voluto fare delle foto da abbinare ai tuoi pezzi di filosofia d'inchiostro nero.
Avrei voluto mostrarti la mia terra e il mio teatro e vedermi bambina nelle tue pupille.
Avrei voluto farti leggere Valeria e farti ascoltare le sue meravigliose timide parole sussurrate, e capire dai suoi occhi che è contenta perchè finalmente ho trovato una persona-sorpresa tutta per me.
Avrei voluto ricevere un tuo messaggio la sera prima dell'esame.
Avrei voluto leggerti pezzi di romanzi ad alta voce e ritrovare frammenti dei miei pensieri nelle tue parole.
Avrei voluto lasciarti riempire il mio hard disk della tua musica.
Avrei voluto scriverti un'infinità di sms e regalarti una ricarica perchè tu potessi rispondermi.
Avrei voluto guardarti negli occhi e vedermici, limpida, e sussurrarti
facciamolo.
Avrei voluto farti regali ogni giorno e scriverti bigliettini su carta di riso.
Avrei voluto fumare il narguilè con te e baciarti con in bocca l'aroma di mela.
Avrei voluto rimanere ore distesa a pensare, con te accanto, senza mai fiatare.
Avrei voluto svegliarmi prima, una mattina, per andare a comprarti i cornetti caldi.
Avrei voluto fare un viaggio in treno con te, per poter spiegare finalmente a qualcuno la meraviglia che provo tutte le volte che vedo il mare sfumare nelle montagne e poi riesplodere dietro file di alberi.
Avrei voluto leggere e rileggere il tuo moleskine fino a saperlo a memoria, e osservare giorno dopo giorno il quaderno che ti ho regalato riempirsi dei tuoi disegni in bianconero.
Avrei voluto vedere l'esplosione dei colori sulle tue tele.
Avrei voluto che avessi dipinto un quadro per me, e che ci fosse stata la mia anima, imprigionata in quelle scie di colore.
Avrei voluto fotografarti mentre ti saresti impregnato mani e gomiti di vernice, come un bimbo con i colori a dita.
Avrei voluto lasciare che mi iniziassi al piacere del vino, e ubriacarmi con te.
Avrei voluto farti conoscere mio padre, prima che fosse troppo tardi, e vedervi affezionarvi così, in un niente.
Avrei voluto scrivere di te, e infilarti un biglietto in tasca, di nascosto.
Avrei voluto farti leggere tutti i miei libri e ascoltare tutta la mia musica e vedere tutti i miei film.
Avrei voluto portarti al mercato di Senigallia con me, e vedere il mio stupore riflettersi nei tuoi occhi.
Avrei voluto riempirti la vita, e allo stesso tempo lasciarti spazio per respirare, e crescere, e prenderti la tua libertà.
Avrei voluto rendere la tua libertà la mia libertà.
Avrei voluto dire all'unisono
noi, senza mai smettere di sentirci
io e
tu.
gemelli siamesi
M. scrive "She'll always see the best of what's around and will share it with me".
A. dice "Marina vede il bello delle persone".
M. scrive "Sei una donna colorata".
E anche P. lo diceva, ma forse per lui alla fine la cosa non era così positiva.
T. scrive "Saper trovare il lato bello e sorprendente delle persone che conosci è già una dote rara."
E alla fine forse me ne sto convincendo anche io. Ma non è una cosa così naturale, in realtà. E' che se volessi vedere il dolore e il peggio che le persone possono tirare fuori, soprattutto in questo periodo, non avrei che l'imbarazzo della scelta.
Ho trovato lacrime negli occhi delle persone a cui tengo di più, vi ho letto il terrore dell'abbandono, il terrore della morte.
E' quando ci tolgono ciò a cui più siamo attaccati che le nostre mani iniziano a tremare. E quando ce lo preannunciano e poi lo fanno a poco a poco, facendoci sperare ogni secondo che forse...è uno stillicidio, una lenta tortura.
E io cerco di fare quello che posso, raccogliendo le loro lacrime sotto il tavolo, ma ciò che sanno di aver perso o di stare per perdere è infinitamente più importante della mia presenza silenziosa nella loro vita.
E allora scelgo, ogni giorno. Scelgo di vedere il lato illuminato delle persone, quello dove i colori sono più accesi, e lo fotografo, imprimendolo su pixel e inchiostro. Loro si leggono, e si vedono più belle, perchè capiscono che ciò che vedo io c'è, e c'è anche la parte buia, ma sono semplicemente due facce della stessa medaglia - in loro, nelle loro vite. E io li amo tutti perchè tutto è strettamente connesso, il bene col male, il dolore con la gioia, l'amore con l'odio. Tutto quello che faccio è ricordargli, quando loro tendono a concentrarsi su quell'80% di nero, che c'è anche quel 20% di saturazione, e sono gemelli siamesi.