peppe è andato sulla luna
Ti ho lasciata?! Io?! Come?! Quando?!Peppe era volato via con la sua bombetta vintage e la sua barba di pece e rovi.
E, mentre era via, il mondo aveva cambiato veste e Anna aveva mollato la presa, esasperata.
Legato al letto, lo hanno. Ma lui era un fuoco d’artificio, e sulla luna lo aspettavano il porto le puttane la poesia.
Il ritorno sulla terra è stato un capitombolo, finito nel suo monolocale a fuggire il bagliore di quella città che ha cercato a lungo, e conquistato in dieci giorni.
Peppe sei un grande - dicono gli altri, esaltati.
Peppe sta male – dice Anna, preoccupata.
Che cazzo dici?! – dice Peppe, punto.
Ma lei era l'unica che aveva capito, visto, previsto.
E Peppe adesso a La Maddalena non ci va più, e le puttane dello Stabile non gli interessano, perché con una donna ci sa andare solo se sa con cosa giocava da bambina.
Giocavi alle signore che prendono il the alla domenica? Bene, allora possiamo andare a letto.Peppe sa trasformare frustrazioni in vanti, timidezze in scene da primadonna.
Peppe mette in piazza tutto. E tutto è un’ora e mezza di show che scivola via dal suo cappello panamense.
Peppe cucina per accostamenti cromatici. Salsiccia e uva passa fatta assaggiare al volo,
perchè anche se sono le 3 di notte non puoi non assaggiarla. Non vedi come sono belle insieme?. E, la prima volta che mi ha invitata a cena, pasta marmellata di arance pistacchi bacche rosa. Le bacche rosa le mette ovunque.
Ho reso indispensabile l'inutile, dice.
Peppe mi chiama alle 12 del mattino per raccontarmi dell’ultima volta che si è masturbato pensando a me, e poi fa un inchino ed esce di scena, per poi trovare il palcoscenico vuoto, dopo la baldoria post-tournée.
Dopo solo un'ora che ci conoscevamo, Peppe mi ha recitato una poesia sulle mie tette.
Tu che ci presenti le tue tette come fossero una portata., mi ha detto a cena, seduto di fronte a me.
Peppe voleva solo una piantina da annaffiare sul balcone, e la sua leonessa ad aspettarlo fra le lenzuola.
Eppure adesso Peppe vaga sperduto fra le vie di una terra che non gli appartiene più, dopo aver visto il candore lunare, e per strada non ti afferra più e, invece che con una folla scomposta e maleducata di parole sceneggiate, ti colpisce più a fondo con un
ciuff ciuff più basso ma costante, denso e grigio. Ti racconta di come la pirata quarantenne riesca a stanarlo e portarlo in spiaggia a Genova Nervi, a curarli, i nervi. E di come lo psichiatra produca sonniferi per la sua poesia.
L’arte era sulla luna: e come fai a rinunciarci, alla luna, quando ti si presenta dietro l’angolo? E come fa Anna a fidarsi ancora? La bipolarità è un animale in agguato.
Peppe adesso è un pinguino timido. Ma sulla luna ci tornerà presto. Senza Anna.