domani mi stirerò le onde, così sarò meno marina.
Mi sono immersa - Marina - in un mondo subacqueo. Ma mi sono accorta di non saperci più respirare.
Alla ricera dell'isolachenoncè rinchiusa nell'armadio - sassolino distrattamente lasciato scivolare nel baule della nonna - ho trovato solo voci distorte e suoni ovattati che a stento si sono fatti strada fra onde azzurrocielo. Ho trovato parole risentite gusto ragù e debolezze impastate con l'acqua. Ho dissepellito sabbia anzichè trovare l'oro che cercavo. E ho scoperto che la tuta da sub professionista protegge, sì, ma, quando poi la sabbia penetra, graffia più che sulla pelle nuda.
Mi volto, adesso - giraffa scampata all'alluvione - e, riflessa sull'oblò della mia arca, rileggo la mia immagine. Sono un Modigliani scomposto da Picasso. I miei 25cm di collo da donna-giraffa sono allungati da anelli di illusioni e i miei occhi raddoppiati in
slow-motion non fanno che ricordarmi di guardare, e questa volta anche di
vedere. Troppo a lungo ho dipinto ad olio nuovi occhi di pece sulle palpebre ampie - quelle che ho preso da mio padre - e mi sono illusa che fosse solo una biglia di vetro a mancare, perchè quegli occhi potessero diventare reali. Ora con un biglietto di sola andata ho cancellato gli oblò e ho riposto il mio mondo subacqueo nello scaffale dei libri già letti.
Domani mi stirerò le onde, così sarò meno Marina.