pensieri disordinati di un viaggio lungo due giorni.
siamo coriandoli soffiati sulla banchina di una stazione, colorati di accenti del sud e tirati a lucido di vestiti griffati, per sentirci meno provinciali.
la vita di questa città rotola fuori dal finestrino come carta straccia - potrei passare una vita intera a raccogliere tutto ciò che lascia scivolare dietro il suo passo veloce.
le auto galleggiano in autostrada trasportando carichi fragili. la punto blu nasconde una vecchina di cartapesta incorniciata da un foulard fruttato - la testa leggera posata sul sedile, delicatamente stanca di troppa vita. trasporta anni. la station wagon fiorita straripa di fiori di campo anche nel bagagliaio. trasporta primavera. la mercedes fende il traffico con un bimbo crestato a prua, incastrato fra le gambe del papà. trasporta crescita.
osservo le dita rigonfie sul volante di un autista obeso, mi scorre accanto la bravo gravida di una coppia che litiga e penso a quanti anni avranno trascorso insieme quei due. mi domando se i sorrisi saranno stati più delle urla. tamponano. in un attimo. mi domando se almeno in quel momento il loro bilancio abbia azzerato le urla e lasciato solo i sorrisi.